Max Pescatori: il poker italiano al 2025 ha conquistato 22 braccialetti alle World Series Of Poker, in un elenco che parte dal 1995 con la vittoria di Valter Farina e che nel 2024 ha visto aggiungersi alla lista gli ultimi due nomi, quelli di Dario Sammartino e Paolo Boi.
Ma solo un giocatore tricolore è riuscito nella storia a vincere più di due volte il simbolo della grandezza al tavolo da gioco. Anzi, dei 22 braccialetti italiani, ben quattro portano la sua firma. E quindi qualsiasi appassionato di poker nel nostro paese (ma non solo) conosce bene il nome di Max Pescatori, per tutti The Italian Pirate.
Max Pescatori
Pescatori nasce a Milano nel 1971 e prima di intraprendere la carriera da giocatore professionista ha lavorato in un supermercato e come redattore di videogiochi. Il luogo che però ha cambiato la sua vita è il casinò di Campione d’Italia, uno dei 5 casinò autorizzati nel nostro paese, nonchè classico ritrovo degli appassionati milanesi.
È proprio a Campione che Pescatori fa la conoscenza del Texas Hold’em e delle diverse varianti che approfondirà in seguito. E l’amore per il casinò è talmente forte che a poco più di vent’anni Pescatori decide di trasferirsi a Las Vegas, inizialmente per seguire un corso come croupier.
Pescatori personaggio TV
Il destino ha per lui in serbo la gloria nei casinò, ma magari non nel senso in cui se l’aspettava. Pescatori comincia a dedicarsi allo Stud e poi al No Limit Hold’em, ma soprattutto fa amicizia con due degli italiani più in vista a Vegas e nel poker, ovvero Valter Farina (proprio il primo vincitore italiano di un braccialetto alle WSOP) e Marco Traniello, che in quel periodo era sposato con Jennifer Harman, due volte vincitrice alle WSOP.
Proprio attraverso queste conoscenze, Pescatori entra nel circuito della trasmissione TV Ultimate Poker Challenge, arrivando per nove volte al tavolo finale e classificandosi secondo in uno degli eventi. Le partecipazioni alla serie, nata proprio nel periodo del boom del poker in seguito alla vittoria di Chris Moneymaker nel Main Event delle WSOP del 2003, permette all’italiano di guadagnare parecchio in visibilità e di ottenere il soprannome che lo accompagna tuttora.
A causa della sua abitudine di giocare con in testa una bandana tricolore, Pescatori diventa per tutti il Pirata Italiano.
Gli esordi al tavolo del Pirata
L’esordio nei tornei dal vivo è datato 2002, ma prima del 2004 i risultati di Pescatori sono buoni ma poco redditizi. La prima vittoria importante è quella nel $ 200 + 25 No Limit Hold’em a Los Angeles, con un premio da oltre 100mila dollari. Nello stesso anno esordisce alle WSOP, partecipando al $ 1,500 Limit Hold’em e al $ 1,500 Omaha Hi-Lo Split, confermando la capacità di giocare diverse varianti.
Nel 2005 le sue vincite si fanno parecchio più consistenti, con buoni piazzamenti che gli permettono di vincere circa 300mila dollari. Ma l’anno del boom è decisamente nel 2006, quando Pescatori diventa il secondo italiano dopo Farina a imporsi in un evento delle WSOP.
Il torneo che lo proietta nella leggenda è il $ 2,500 No Limit Hold’em, con un ottimo premio di circa 700mila dollari, ma soprattutto con la soddisfazione di aver portato a casa il tanto agognato braccialetto battendo nel testa a testa finale Anthony Reategui.
I successi di Max Pescatori
Nel 2007 i risultati sono un po’ in calando (se si esclude il primo posto nel € 1,000 No Limit Hold’em ai campionati italiani di poker a Sanremo per 100mila euro di premi), ma nel 2008 Pescatori comincia a giocare con molta più frequenza le varianti. Arriva infatti il secondo braccialetto alle WSOP, in un torneo misto $ 2,500 Pot Limit Hold’em/Omaha, che gli fa portare a casa 250mila euro, stavolta sconfiggendo all’ultimo atto Kyle Kloeckner.
Nel giugno 2009 l’italiano gioca in una manciata di settimane quattro eventi delle WSOP. E nelle sale del Rio Casinò, Pescatori conferma di trovarsi a suo agio con le diverse varianti del poker, tra Seven Card Stud, un evento misto, il Deuce to Seven e il classico Omaha Hi/Lo. Negli anni successivi i piazzamenti ITM si diradano, con qualche vincita importante ma anche tante delusioni. Nel 2014 si intuisce che The Italian Pirate è di nuovo in azione, con un buon quarto posto nel 10,000 H.O.R.S.E alle WSOP da 110mila dollari.
I guadagni in carriera di Pescatori
È solo il preludio all’anno di grazia 2015, in cui Pescatori raddoppia il numero di braccialetti vinti in carriera, arrivando a quattro. Anche stavolta non è l’Hold’em a dargli soddisfazione, bensì prima il $ 1,500 Seven Card Razz, con 155mila dollari vinti battendo in finale Ryan Miller, e poi il $10,000 Seven Card Stud Hi-Lo 8 or Better Championship, con un premio da circa 300mila dollari ottenuto nell’uno contro uno con Stephen Chidwick.
Nello stesso periodo, tre intense settimane, l’italiano arriva anche ottavo nel $ 10,000 Seven Card Stud Championship e si piazza ITM in un torneo misto e nel PLO. Dal 2017 in poi, le presenze nei tornei di Pescatori si limitano quasi sempre alle WSOP in diverse varianti del poker, spesso con ottimi risultati.
Nel 2017 arriva quarto nel $ 1,500 H.O.R.S.E, sesto nel $ 1,500 Seven Card Stud Hi/Lo e ottavo nel $ 1,500 No Limit Hold’em, mentre nel 2019 raggiunge la nona posizione nel $ 1,000 No Limit Hold'em - WSOP.com Online Double Stack. Negli ultimi anni ci sono altri piazzamenti degni di nota, come l’ottavo posto nel $ 1,500 H.O.R.S.E. nel 2021 o il sesto nel $ 10,000 Razz Championship del 2022.
Tutti i record di Max Pescatori
Insomma, la carriera di Max Pescatori, partita dall’amore per i casinò, lo ha trasformato in uno dei giocatori di poker italiani più vincenti. Per quanto riguarda i guadagni in carriera nei tornei dal vivo, The Italian Pirate è quarto nella lista tricolore, superato solo da Dario Sammartino, Mustapha Kanit e Michael Rossitto, ma rispetto ai colleghi può vantare una netta superiorità in quanto a risultati alle WSOP.
E se è vero che non ha mai sfondato il muro del milioni di dollari in una singola vittoria, può comunque vantare un totale di 5 milioni guadagnati in una lunga e ormai leggendaria carriera.
Decisamente molto di più di quanto avrebbe potuto ottenere se avesse deciso di diventare davvero un croupier…
*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.