Luca Pagano: se si chiede agli addetti ai lavori quale giocatore italiano ha contribuito di più allo sviluppo del poker nel nostro paese, la risposta sarà quasi univoca e in moltissimi faranno il nome di Luca Pagano. Ma cosa ha fatto il trevigiano classe 1978 per diventare uno dei “padrini” del poker tricolore, in particolare del Texas Hold’em? 

Beh, intanto è stato uno dei pionieri della variante che nell’ultimo ventennio ha dominato la scena pokeristica, ma è anche uno dei pochi che ha fatto il grande salto dal tavolo da gioco a livello professionistico alla scena culturale italiana a tutto tondo, partecipando a trasmissioni televisive a tema poker, scrivendo libri sulla disciplina e diventando un vero e proprio punto di riferimento anche per chi non era molto addentrato nel mondo del gioco.

Luca Pagano e il casinò

La passione di Pagano per il poker nasce in famiglia e viene coltivata nel casinò di Nova Gorica, punto di riferimento per molti giocatori del nord Italia. Ma non è tutto. La frequentazione di una parte della famiglia residente negli Stati Uniti è fondamentale. 

È lì, infatti, che Pagano conosce il circuito dei tornei dal vivo, decidendo di dedicarsi a questa tipologia di partite. I risultati sono subito buoni, come dimostra il terzo posto nel Main Event dell’European Poker Tour 2004 a Barcellona, un € 1,000 No Limit Hold’em che gli permette di incassare quasi 25mila euro. 

Gli straordinari risultati di Luca Pagano

L’italiano ci mette davvero poco a diventare un protagonista del circuito, accumulando una serie di ottimi risultati che gli fa guadagnare il titolo di “re dei piazzamenti”. La sua vincita più importante arriva a Montecarlo nel 2008, nella finalissima dell’EPT, in un torneo €  10,000 + 600 No Limit Hold’em. In quell’occasione il giocatore italiano arriva sesto e porta a casa 337mila euro. 

Sempre nel 2008, il trevigiano viene premiato come miglior giocatore del circuito. Nel 2009 con quattro piazzamenti ITM in diversi tornei dell’EPT Pagano vince oltre 400mila euro complessivi, mentre nel 2010 vince un € 5,000 No Limit Hold’em a Nova Gorica che gliene fa incassare 200mila. 

Nel 2011 si laurea campione italiano affermandosi nel Main Event dei campionati tricolori, a Sanremo il 2,000 + 200 No Limit Hold’em, che gli vale 210mila euro di premio. 

Luca Pagano abile commentatore

Si tratta del periodo di maggior fama per Pagano, che già nel 2007 diventa un volto televisivo grazie alla trasmissione Poker1mania. In coppia con Giacomo “Ciccio” Valenti, il giocatore italiano commenta le migliori partite di Texas Hold’em a livello mondiale, accompagnando il play-by-play con le sue spiegazioni a livello tecnico e sul gioco mentale. 

Poker1mania va in onda su Italia 1 per parecchi anni e, nonostante una collocazione oraria non proprio favorevole (l’inizio del programma era previsto all’una di notte) fa record di share per quanto riguarda la sua fascia. 

Durante gli stessi anni, il trevigiano scrive anche due libri sul Texas Hold’em. La seconda avventura televisiva di Pagano è di qualche anno più tardi, quando nel 2014 diventa conduttore di La Casa degli Assi, un misto tra casinò live, reality e talent show incentrato sul poker sportivo. All’interno dello show i concorrenti si affrontavano in sfide che riguardavano il poker, ma anche resistenza fisica e mentale. La trasmissione va in onda prima su Italia 2 e poi su Italia 1 e va avanti per due edizioni.


Il successo della Pagano Events

Ma qualche anno dopo, Pagano prende una decisione molto inattesa: lo stop al tavolo da gioco. Del resto la sua carriera da giocatore, durata quindici anni, viene ormai accompagnata da una serie di altri interessi.

A partire dalla Pagano Events, creata assieme a suo padre Claudio, che organizza eventi pokeristici nei più importanti casinò italiani. Senza poi contare l’approdo negli eSports. Pagano infatti crea un team di nome Qlash, che al 2025 ha più di 120 giocatori professionisti in diversi ambiti e che ha organizzato più di 4mila eventi. 

Anche in questo il trevigiano riesce a essere un precursore, capendo subito la potenzialità del gioco in streaming e l’appeal che può avere nei confronti delle nuove generazioni.

Luca Pagano al casinò di Campione d’Italia

Ma si sa, i grandi amori non finiscono. E il rapporto tra Pagano e il poker non termina con l’ultimo torneo disputato a inizio 2017. In primis perchè nel 2023 c’è stato il suo grande ritorno, con la partecipazione a un evento dell’EPT in Repubblica Ceca e poi a un torneo in Irlanda, seppure con risultati non esattamente eccezionali. 

E poi perchè il trevigiano, dall’alto della sua esperienza, ha da poco accettato un ruolo che gli si addice parecchio: nel marzo 2025 è diventato il responsabile della poker room live del casinò di Campione d’Italia. Campione, tra i 5 casinò italiani, rappresenta un luogo che per i giocatori italiani (e non solo) è un vero e proprio simbolo, che a sua volta ha scelto un simbolo del poker per gestire la sala delle partite dal vivo. 

E certamente anche un posto dove di tanto in tanto Pagano potrà incontrare vecchi avversari, magari scatenando in lui la voglia di tornare a sedersi al tavolo con una maggiore continuità.

Luca Pagano 

Anche se in fondo non è che gli serva tornare a giocare per avere un posto nell’olimpo del poker italiano. Il maggior contributo di Pagano alla disciplina è certamente l’aver avvicinato tantissimi giocatori occasionali, che attraverso la sua presenza in televisione e i suoi libri si sono interessati a un mondo che forse ritenevano lontano e complicato, diventando poi giocatori molto più costanti. 

Certo, guardando ai numeri oramai il trevigiano classe 1978 è stato sorpassato (e di parecchio) da tantissimi colleghi più giovani. 

Quanto ha guadagnato Pagano al casinò

Nella lista all-time dei giocatori italiani con le maggiori vincite in tornei dal vivo, Pagano è appena diciottesimo, parecchio lontano con i suoi 2,2 milioni di dollari guadagnati dalla coppia di testa composta da Dario Sammartino e Mustapha Kanit, che sfiorano i 16 milioni. E anche la sua vincita più importante, quella da 337mila euro incassata a Montecarlo, impallidisce davanti ai milioni di dollari che portano a casa quelli che riescono a sfondare alle WSOP. 

Ma chiaramente, l’impatto del veneto sul gioco non si può misurare solo attraverso le fredde cifre. E la sua capacità di comunicare e di far conoscere il poker a un pubblico più ampio valgono tanto quanto una serie di piazzamenti ITM lunga vent’anni…

*L'immagine di apertura dell'articolo è distribuita da Alamy.