Cari amici e amanti delle slot, nell'articolo Charles Fey e la sua Liberty Bell: l’inizio di una nuova era abbiamo visto insieme come è nata la prima slot machine a rulli meccanici, un apparecchio storico che creò i presupposti per la diffusione e l’evoluzione di nuovi modelli.

La fama di Charles Fey e della sua Liberty Bell suscitò molto interesse sia tra i giocatori sia tra i produttori di giochi da casinò, desiderosi di creare qualcosa di altrettanto popolare.

Fu Herbert Stephen Mills, giovane e rampante imprenditore visionario, a raccogliere l’eredità di Charles Fey. 

Herbert Mills, l”Henry Ford delle Slot Machine” 

Herbert Mills
Herbert Mills (1872-1929)

Herbert Stephen Mills nacque nel 1872 a Chicago, Illinois, da una famiglia d'imprenditori. Suo padre Mortimer Mills fondò nel 1891 la Mills Novelty Company, azienda che ben presto diventò leader negli Stati Uniti nella produzione di macchine a gettoni tra cui slot machine, distributori automatici e jukebox. Ben presto Herbert Mills capì il potenziale inespresso delle slot machine e si mise in contatto con Charles Fey. 

Nonostante le numerose offerte ricevute, Fey si rifiutò inizialmente di vendere i diritti di produzione e distribuzione delle sue slot machine. Ciò che non è ancora stato chiarito è il modo in cui nel 1907 la Mills Novelty Company iniziò a produrre la Mills Liberty Bell, basata sul design della Liberty Bell di Fey.

Mills Liberty Bell
Mills Liberty Bell (1907)

Secondo alcune fonti, Charles Fey decise volontariamente di collaborare con la Mills Novelty Company, secondo altre invece la l'azienda iniziò a produrre la Mills Liberty Bell dopo un furto con scasso avvenuto in un salone di San Francisco nel 1905. Durante la rapina, avvenuta poco prima che la Mills Novelty Company iniziasse a produrre slot machine, furono rubati solo due oggetti: un grembiule e una delle slot machine di Fey. Non furono pochi a sospettare che la slot machine rubata venne utilizzata come modello dalla Mills Novelty Company. 

Indipendentemente da come iniziò la sua produzione, la Mills Liberty Bell riuscì subito a soppiantare la concorrenza perché più facile da installare. Le richieste furono così grandi che Herbert Stephen Mills, che nel frattempo aveva ereditato l'impresa del padre, iniziò a produrle con una catena di montaggio in tutto simile a quelle di un'iconica casa automobilistica americana: da ciò il soprannome "Henry Ford delle slot machine".

La linea di pagamento, i simboli sui rulli e addirittura il nome erano identici all’omonima slot prodotta da Fey. La cassa, totalmente in ghisa, venne finemente decorata su tutti e quattro i lati e dotata di quattro piedini a forma di zampa di animale. Tra i vari fregi estetici introdotti in questa versione trovò posto anche la Campana della Libertà, simbolo dell’indipendenza americana.

La nuova slot era dotata di una campana che suonava in caso di vincita. Essa includeva inoltre dieci nuovi simboli su ciascun rullo e ciò portò il numero di potenziali combinazioni da 1.000 a 8.000.

L'Operators Bell e la comparsa della frutta sui rulli

Operators Bell

Nel 1910 la Mills Novelty Company apportò ulteriori modifiche alla Mills Liberty Bell e la ribattezzò Operators Bell. Per la prima volta una slot ebbe simboli di frutta sui rulli e fu dotata di una fessura per il deposito di monete a forma di collo d'oca. Il passaggio all'uso dei simboli della frutta, che sostituirono i vecchi simboli delle carte e che ancora oggi sono ampiamente utilizzati, potrebbe essere stato ispirato da una legge del 1909 che rese illegale per le slot machine distribuire denaro ai vincitori. Invece che in monete, le slot machine pagavano con gomme da masticare, il cui sapore dipendeva dai simboli con i quali si aveva vinto.

A ciò dovrebbe risalire l'impiego di ciliegie e meloni, mentre il simbolo BAR dovrebbe essere stato sviluppato partendo dal logo della Bell Fruit Gum Company, raffigurante un pacchetto di gomme da masticare dell'epoca.

L’Operators Bell ebbe un tale successo che portò la Mills Novelty Company a espandersi anche in Europa e a produrne oltre 30.000 esemplari. 

L’evoluzione delle slot dopo l'Operators Bell

Le leggi sul gioco d'azzardo e il proibizionismo entrate in vigore nel 1919 in tutti gli Stati Uniti resero praticamente illegali le slot machine. Quelle presenti in bar e saloon vennero spostate negli speakeasie, locali istituiti per distribuire bevande analcoliche ma che sottobanco servivano liquori. Furono i gestori di tali locali che pensarono di reinserire premi in denaro sulle slot, la cui popolarità aumentò ancora di più.

La storia delle slot machine mostra come il gioco continuò a evolversi nonostante tutti i divieti. Negli anni '30 ad esempio la Mills Novelty Company rimosse la campana dalle sue slot, che in quel periodo venivano soprannominate "Silent Bells". Modifiche furono apportate anche alla struttura, che passò dalla ghisa al legno, più economico e leggero.  

Nello stesso decennio la Mills Novelty Company introdusse inoltre il doppio jackpot, un'idea rivoluzionaria che diede ai giocatori la possibilità di vincere due jackpot consecutivi. La Mills Novelty Company apportò modifiche al design e rielaborò la struttura esterna delle sue slot, rendendole più colorate e decorate. Nei primi anni '30 fecero la loro apparizione anche slot come le Lion Head, War Eagle, Roman Head e Castle Front.

Mills Lion Head
Mills Lion Head
Mills War Eagle
Mills War Eagle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mills Roman Head
Mills Roman Head

 

Mills Castle Front
Mills Castle Front

 

 

 

 

 

 

 

Con la War Eagle entrò in funzione un nuovo sistema d'inserimento delle monete, che rimanevano visibili all'interno della parte superiore della slot. Il Nevada legalizzò il gioco d'azzardo nel 1931 e diverse aziende nacquero per sfruttare la situazione, iniziando a produrre e vendere slot ai nuovi casinò di Las Vegas.

Con l’introduzione delle prime macchine elettromeccaniche prodotte dalla Bally Technologies negli anni '60, la produzione e la diffusione delle slot aumentò ulteriormente a ritmo esponenziale, ma di questo parleremo in uno dei prossimi articoli.

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